Il sindaco di Venezia. Luigi Brugnaro, è intervenuto questa mattina al cantiere “Crea” alla Giudecca alla cerimonia di varo e consegna della nuova gondola da parata “Barchetta”. Presenti inoltre, il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, il questore, Vito Gagliardi, il presidente dell’associazione Gondolieri di Venezia, Aldo Reato, Gianfranco Vianello, in arte “Crea”, nel cui cantiere è stata realizzata la gondola, e alcuni storici campioni del remo, Sergio Tagliapietra detto “Ciaci”, Palmiro e Giuseppe “Bepi” Fongher.

“Per noi gondolieri – ha esordito Reato – questo varo va ben al di là della festa per un’imbarcazione messa in acqua. La gondola da traghetto, con la sua storia lunga mille anni, è stato il primo servizio di trasporto pubblico non di linea: una tradizione che fa parte della vita della città e che va tutelata e promossa”.

“La realizzazione di una gondola – ha sottolineato il sindaco Brugnaro – è un gesto d’amore per la città di Venezia. Una città che, insisto a dire, è viva e vuole continuare a vivere, come dimostra anche la presenza a questa cerimonia di molte autorità e dei lavoratori che qui operano. Una gondola in laguna è sempre un invito a riflettere sul fatto che, soprattutto in canal Grande e in altre aree delicate della città, bisogna andare più piano: è un segno di rispetto per la città e per la gente che ci vive e questo deve valere per tutti. Più che introdurre nuove regole, questa Amministrazione vuole confrontarsi con le categorie, tassisti, gondolieri, operatori del trasporto pubblico e privato, per trovare un modus operandi condiviso che permetta a tutti di lavorare, nel rispetto gli uni degli altri e dei cittadini, e portare una nuova cordialità a Venezia”. Il primo cittadino ha poi ringraziato il patriarca Moraglia per la sua presenza che “ci sta aiutando e ispirando nel nostro lavoro”.

Il patriarca ha infine impartito la benedizione alla nuova gondola e a tutta la città: “Gli uomini producono, elaborano – ha evidenziato il patriarca – e poi affidano l’opera delle loro mani a qualcuno che è più grande di loro. La gondola è un simbolo, che ci ricorda la nostra storia, le nostre radici e ci parla della nostra identità. In un’epoca come la nostra di incontri e di globalizzazione, proprio per essere cordiali nell’accoglienza, dobbiamo sapere da dove veniamo e la gondola, espressione della ‘venezianità’, ci aiuta a ricordarlo”.