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Tavolo di consultazione sul tema: Lavoro e Welfare

Lavoro, lavoro, lavoro.

Già in campagna elettorale il sindaco Luigi Brugnaro l’aveva indicato come una delle priorità, assieme alla sicurezza, al decoro, alla qualità della vita.

E’ essenziale creare le condizioni affinché l’occupazione in città possa ripartire, per ridare speranza ai giovani che altrimenti rischiano di emigrare senza più tornare o alle persone di mezza età che per tanti motivi vengono estromesse dal mercato.

Senza lavoro si rischia di perdere il presente e non avere un futuro.

Per venire incontro alla ricerca di occupazione dei giovani e per rilanciare la residenzialità in centro storico, servono misure concrete: il rilancio di Porto Marghera che deve uscire dal Sin, l’ampliamento della zona franca, un’Agenzia per lo sviluppo per l’attrazione degli investimenti, la valorizzazione e la promozione delle eccellenze.

Tutto questo e molto altro ancora, saranno al centro del confronto promosso dal Tavolo di consultazione dedicato al lavoro.

Tavolo Lavoro e Welfare del 20 ottobre 2015

Sono presenti l’Assessore alla Coesione Sociale, Simone Venturini, e il Sindaco, Luigi Brugnaro.
Aprire il tavolo sul lavoro partendo da Marghera ha un significato simbolico. Marghera, infatti, è stata il simbolo del lavoro. Ma è stata, anche, il simbolo del fallimento di un certo tipo di politica assistenziale, di concentrazione del disagio e di casi sociali. Negli ultimi anni, qui si sono perduti 40 mila posti di lavoro.

La nuova amministrazione, sul lavoro, ha avuto da subito una posizione chiara: ha confermato la Marittima e salvaguardato 5mila posti di lavoro e sta lavorando per rendere appetibili le aree di Porto Marghera, che per noi è un’area importante, anche rivedendo i parametri delle bonifiche e proponendo la sua uscita dal SIN (Sito di Interesse Nazionale), che allunga i tempi e le procedure per le bonifiche.

L’Agenzia per lo Sviluppo, annunciata in campagna elettorale, tra poco diventerà una realtà. L’Agenzia avrà una sua sede, in cui gli investitori troveranno un vero e proprio catalogo delle cose che si possono fare a Venezia, i costi e tempi di realizzazione. L’obiettivo è far superare l’idea di Venezia come città ostile agli investimenti e all’innovazione. Venezia è una città che va presa per mano e stimolata ed ha di fronte a sé due sfide: ricreare il lavoro per i veneziani e dare un segnale all’Italia. La sfida non è solo finanziaria, è anche culturale. La città  esce da vent’anni di assistenzialismo.

Oggi è necessario attivare con i cittadini un rapporto sussidiario, in cui  un cittadino non solo chiede, ma dà anche una mano alla città. Il Comune  interviene nelle situazioni di disagio e difficoltà, ma chi riceve l’aiuto del Comune dimostra che sta cercando un lavoro, che si forma o, al limite, che dà una mano al Comune a ridipingere le ringhiere. Per questo, Lavoro e politiche sociali, che hanno rappresentato per anni due compartimenti diversi, oggi sono stati riuniti. L’innovazione che ha voluto il Sindaco è stata attivare un circuito virtuoso che porti a Venezia sviluppo, lavoro, benessere, occupazione, coinvolgendo tutti gli assessori in questo progetto.

L’emergenza, di bilancio, attualmente, impone di rivedere alcuni servizi sul sociale e alcune riforme: abbattimento dei costi e reinvestimento in altri servizi, ricomposizione di servizi che fino ad oggi sono stati frammentati per scelta delle precedenti amministrazioni.