Mi sono candidato perché:

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Non ho mai vissuto di politica e non vivrò mai di politica. Vorrei mettere a disposizione l’esperienza professionale maturata in 30 anni di imprenditoria privata per rendere più efficiente l’Amministrazione comunale e avvicinarla alle necessità e ai bisogni dei cittadini.

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Sono convinto che i 50 milioni di euro di deficit evidenziati dall’opera del Commissario, che possano arrivare fino a 200 milioni, non possono essere cancellati da quella parte politica che quel buco l’ha creato negli ultimi 30 anni di governo della città.

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La nostra città ha bisogno di recuperare i nostri valori fondanti che ci hanno portato a primeggiare nel mondo e di una innovazione che ci riporti a dialogare a livello internazionale, al pari delle altre grandi città del mondo.

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Le regole vengano rispettate, in tutti i campi, dal lavoro al vivere civile perché il rispetto delle regole significa il rispetto del prossimo e la sicurezza nelle nostre comunità.

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Vorrei che Mestre, Marghera, Chirignago, Zelarino, Lido, Favaro Veneto, Pellestrina, le Isole e Venezia tornassero ad essere un luogo dove far crescere i nostri figli e far invecchiare i nostri genitori, con tutti i servizi sociali adeguati per chi ha veramente bisogno.

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L’esperienza nello sport mi ha insegnato a lavorare in squadra, ascoltare i bisogni di tutti, affrontare i problemi e poi prendere le decisioni necessarie. Lo sport insegna a vincere nel rispetto dell’avversario e a rialzarsi dopo una sconfitta, facendo tesoro dell’esperienza.

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Ho il coraggio di portare nella gestione dei dipendenti pubblici e delle aziende municipalizzate i concetti di merito e competenza; valorizzando tutti quei talenti, e sono tantissimi, che oggi sono stati accantonati od offuscati da logiche di appartenenza politica.

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Vorrei che la ripresa economica si traducesse in un aumento dei posti di lavoro nelle aziende del nostro territorio e che Venezia, con il suo sistema scolastico e formativo, tornasse ad essere un luogo dove tutti possano competere ed eccellere.

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Al di là dei concetti ormai superati di destra e sinistra, sono convinto, insieme a tante amiche e a tanti amici, di dar impulso ad un movimento civico, al quale potranno affiancarsi tutte quelle forze, civili e politiche, che vogliono voltare pagina con serietà, competenza e coerenza.

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Non si tratta solo di scegliere che città vogliamo, si tratta della nostra vita, del futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti.

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Serve un’impresa comune per far rinascere una Grande  Venezia Metropolitana.