Dopo anni trova una soluzione concreta la questione delle oltre 800mila tonnellate di ceneri di pirite depositate in un’area lungo la Romea in Via Bastiette a Mira. Si tratta di rifiuti derivanti dai processi industriali di produzione dell’acido solforico accumulati nel sito fino a metà anni ’90 e che, tra traversie giudiziarie ed amministrative, non hanno mai trovato una via d’uscita rimanendo accumulati sino ad oggi.

Nel 2014 la società Veneta Raw Material, proprietaria delle ceneri, aveva già adottato prime misure di emergenza per evitare la dispersione nell’ambiente di ulteriori acque di dilavamento dei cumuli.

Oggi, presso la sede della Città Metropolitana a Palazzo Corner, presenti, oltre al Sindaco Luigi Brugnaro, il Direttore ciclo rifiuti e bonifiche della Regione Veneto Paolo Campaci, il Dirigente servizi ambiente Massimo Gattolin, è stata illustrata la determina dirigenziale metropolitana che stabilisce una soluzione operativa con la quale, stante i dovuti presidi ambientali, si provvederà all’effettivo allontanamento dei rifiuti costituiti da ceneri di pirite.

La società dovrà adottare, sotto la sorveglianza di tutte le autorità di controllo (Arpav, VVF, Asl, Regione Veneto, Città Metropolitana e altri), una dettagliata procedure che consentirà, a precise condizioni, di far cessare alle ceneri di pirite la qualifica di rifiuto ed avviarle come materiale adatto alla produzione industriale di clinker per cemento Portland.

“Si tratta di una nuova procedura che è stato possibile attivare solo dopo un complesso iter autorizzativo portato avanti dalla Città Metropolitana di Venezia – spiega il Sindaco Luigi Brugnaro – in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, ARPAV e Dipartimento Ambiente della Regione. Voglio ringraziare tutti i tecnici che si sono impegnati fattivamente. E’ la dimostrazione delle potenzialità della Città Metropolitana. Ora tocca alla società VRM mantenere fede agli impegni presi. Da Sindaco controllerò che tutto proceda secondo programma.”

L’avvio dei lavori previsti dal progetto dovrà avvenire entro 6 mesi dalla data del provvedimento. Prioritariamente la società dovrà ora prestare la prima fideiussione, pari a 1.250.300,00 euro, a garanzia delle attività autorizzate. La durata complessiva dell’intervento sarà di circa 10 anni.

Al termine della coltivazione del deposito, con completa rimozione delle ceneri di pirite, il sito dovrà essere ripristinato a verde pubblico, secondo le previsioni urbanistiche vigenti, comunque dopo aver attuato gli interventi di bonifica che saranno infine necessari.